Assicurazioni sulla vita: a cosa servono veramente

Assicurazioni sulla vita: a cosa servono veramente

Intorno alla cosiddetta polizza vita aleggiano spesso storie misteriose. Ma a che serve relamente un’assicurazione sulla vita? Leggi fino in fondo e lo scoprirai!

Intorno alla cosiddetta polizza vita aleggiano spesso storie misteriose che fanno da sfondo a film noir, thriller o gialli, di cui il cinema è ricco.

Dietro il fascino cinematografico delle assicurazioni sulla vita, però, c’è molto di più: da un lato la consapevolezza che in determinate situazioni è opportuno proteggere economicamente le persone a noi vicine e dall’altro la disponibilità di metodi semplici per farlo.

A che serve un’assicurazione sulla vita?

Le assicurazioni sulla vita nascono con lo scopo di garantire un capitale di cui possono disporre i soggetti beneficiari al verificarsi della morte di coloro che desiderano continuare a sostenerli economicamente.

Un concetto tanto semplice quanto rivoluzionario, che ha consentito di garantire un aiuto economico a milioni di persone non solo in ambito familiare, ma anche in tanti altri casi.
Si pensi che durante alcune guerre del secolo scorso, erano i vari governi nazionali a contrarre delle polizze vita.
In questo modo, infatti, tutelavano le famiglie dei soldati che spesso morivano sul campo di battaglia.

È importante, perciò, comprendere i concetti chiave che sono alla base di questi prodotti assicurativi.

Protezione, risparmio o investimento?

Le assicurazioni sulla vita si dividono in tre grandi categorie: protezione, risparmio e investimento.

Nella prima, la protezione, sono raggruppate le polizze che, a fronte del pagamento di un importo, riconoscono una liquidazione molto più elevata solo al verificarsi della morte dell’assicurato.

Nella seconda categoria, quella del risparmio, l’obiettivo primario è accantonare una cifra per un preciso obiettivo e in un determinato arco di tempo, per usufruirne alla scadenza.

La terza categoria, quella dell’investimento, è di solito dedicata a chi dispone già di un capitale e desidera che lo stesso non venga eroso dalla perdita del potere di acquisto causato da inflazione e altri effetti finanziari o valutari.

Chi sono contraente, assicurato e beneficiario?

Le figure fondamentali di un’assicurazione sulla vita sono tre: il contraente, l’assicurato e il beneficiario.

Il contraente è la persona o l’impresa che stipula l’assicurazione e ne è “padrone” fino alla scadenza della stessa: ciò significa che ne ha il controllo e può modificarla a suo piacimento.

L’assicurato, invece, è la persona sulla cui vita stiamo scommettendo, cioè il soggetto che porterà la polizza ad “attivarsi” nella malaugurata ipotesi dovesse venire a mancare.

Il beneficiario, infine, come dice la parola stessa, è la persona che beneficia della prestazione, che cioè riceve la liquidazione nel momento in cui l’assicurato muore.

La combinazione di questi tre elementi è fondamentale per ottenere la polizza vita a noi più congeniale.

Come faccio a sapere se sono beneficiario di una polizza vita?

È bene sapere che, dal 2012, il diritto a ricevere la prestazione di una polizza da parte del beneficiario si prescrive in dieci anni.
In sostanza, significa che se c’è una polizza vita dove voi risultate beneficiari ed è scaduta, avete dieci anni di tempo per recuperare quanto vi spetta. Oltre questa data non sarà più possibile ricevere i soldi.
Essendoci alcune eccezioni, però, è utile consultarsi con il proprio assicuratore di fiducia.

Se, invece, vi state chiedendo se esiste la possibilità che siate gli ignari beneficiari di un’assicurazione sulla vita, sappiate che c’è un modo semplicissimo per scoprirlo: basta registrarsi al portale servizi.ania.it ed effettuare una ricerca, tramite codice fiscale, della possibile esistenza di assicurazioni sulla vita scadute di cui siete beneficiari.
La richiesta può essere effettuata solo per proprio conto e non per conto di altri.

Una polizza vita può essere pignorata?

Tutte le assicurazioni sulla vita, fino alla loro scadenza, non possono essere pignorate o sequestrate per nessun motivo, a meno che non si riesca a dimostrare che la stessa polizza è stata stipulata in modo fraudolento.

La motivazione è insita nel concetto alla base della polizza stessa: non si può infatti distrarre un patrimonio o una prestazione economica che abbia una finalità assistenziale o di protezione nei confronti di un terzo svantaggiato.

Ci sono vantaggi fiscali per chi paga una polizza vita?

Le assicurazioni sulla vita consentono a chi effettua i versamenti (il contraente) di ottenere un vantaggio fiscale, in alcuni casi anche corposo.
Questo significa che una parte dei soldi versati nelle polizze vita portano a pagare meno tasse, un po’ come succede quando mettiamo da parte gli scontrini delle spese mediche.

Il vantaggio fiscale si riceve sotto forma di detrazione o deduzione, a seconda del tipo di assicurazione.
Ne sono un esempio pratico i fondi pensione, le temporanee caso morte e le polizze vita stipulate prima del 2001 dove si detrae una parte degli importi versati.

Per approfondire questi aspetti leggete l’articolo sui vantaggi fiscali delle assicurazioni

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Alcuni termini diffusi nelle polizze vita

Riscatto

La possibilità del riscatto, in una polizza vita, consente di accedere parzialmente o totalmente (riscatto parziale o riscatto totale) al capitale accumulato nel corso degli anni prima che la polizza vita scada.
L’operazione di riscatto, seppur comoda, è spesso molto penalizzante dal punto di vista economico.

Premio

Il premio non è altro che l’importo che bisogna versare ad ogni scadenza.
Di solito è stabilito durante la fase di stipula della polizza vita

Eredi legittimi e/o testamentari

Quando si stipula un’assicurazione sulla vita, esiste la possibilità di designare i beneficiari, cioè di scegliere la o le persone che beneficeranno della prestazione nel caso in cui l’assicurato dovesse morire.

Se la polizza vita è senza beneficiario perché il relativo campo non viene compilato, durante la successione i capitali saranno distribuiti in parti uguali tra gli eredi legittimi.

Nel caso in cui ci fosse un testamento e nello stesso venisse menzionata la polizza, invece, quanto stabilito nel testamento stesso prevarrebbe su tutto il resto.

Capitale decrescente

Si tratta di un particolare tipo di assicurazione temporanea caso morte il cui capitale assicurato diminuisce con il passare degli anni.

Si stipula molto spesso a copertura della rate di un contratto di mutuo ipotecario e si può pagare in un’unica soluzione o anno per anno.

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Donato Vinci

Sono Donato Vinci, Agente di Assicurazioni. Mi occupo di welfare, terzo settore, responsabilità civile professionale, fideiussioni e fornisco consulenza alle aziende sulla corretta gestione e pianificazione dei rischi assicurativi. Con i miei articoli cerco di rendere più comprensibili i variegati aspetti del nostro mondo. Leggi la mia storia     Contattaci

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