Fondo pensione: come funziona e quanto conviene

Fondo pensione: come funziona e quanto conviene

Tempo di lettura stimato: 7 minuti

Il fondo pensione è uno strumento di risparmio che eroga una rendita in denaro quando si smette di lavorare. Scopriamone insieme i vantaggi e le insidie nascoste

Cos’è un fondo pensione

Il fondo pensione è uno strumento assicurativo o finanziario che fornisce una seconda pensione grazie a piccoli risparmi accantonati nel corso della propria vita.

L’obiettivo dei fondi pensione è quello di consentire a tutti di ottenere una fonte di reddito supplementare in tarda età.

Il meccanismo consiste nel risparmiare piccole cifre ogni anno, partendo il prima possibile, in modo tale che crescano al punto tale da garantire un sostegno economico durante la vecchiaia.

Soprattutto in Italia questo concetto è molto importante perché dal 1996, con l’inzio del sistema contributivo, il meccanismo di calcolo della pensione obbligatoria è diventato più stringente.

I nuovi pensionati, infatti, riceveranno un assegno che nella maggior parte dei casi non supererà la metà del loro ultimo stipendio.
Da qui la necessità di integrare la propria pensione di lavoro con una rendita ulteriore grazie allo strumento della previdenza complementare.

Quanti tipi di fondi pensione esistono

In Italia esistono tre tipi di fondi pensione:

  • fondi chiusi (negoziali)
  • fondi aperti
  • Piani individuali Pensionistici

I fondi chiusi possono essere solo ad adesione collettiva e le loro caratteristiche vengono definite attraverso accordi collettivi tra aziende e dipendenti.
L’adesione è volontaria e di solito prevede un contributo economico da parte del datore di lavoro. La gestione viene sempre affidata ad una o più società esterne.
Tra i più conosciuti ci sono il fondo Cometa dei metalmeccanici e il fondo Espero per i lavoratori della scuola.

I fondi aperti, invece, possono essere sia ad adesione collettiva che individuale.
In questo caso i proprietari del fondo pensione sono però le società abilitate alla gestione del risparmio, di solito Banche, SIM e Assicurazioni.
L’aderente può decidere di scegliere tra un fondo pensione costruito su misura per la sua azienda (adesione collettiva) o uno tra i tanti iscritti all’albo COVIP.

I PIP, che attualmente sono i fondi pensione più diffusi in Italia, sono realizzati dalle Compagnie di Assicurazione mediante contratti di assicurazione sulla vita con finalità previdenziale.
In questo caso l’adesione può essere solamente individuale.
Ogni Compagnia ne ha più di uno a disposizione dei propri clienti.

Come aderire a un fondo pensione

Per aderire a un fondo pensione è sempre consigliato rivolgersi a un esperto.

I fondi pensione chiusi vengono normalmente gestiti dai sindacati, per quanto riguarda invece i fondi pensione aperti e i PIP, è sufficiente rivolgersi a dei professionisti come Agenti di Assicurazione e Broker o ai Promotori Finanziari.

Una volta spiegate tutte le caratteristiche, bisognerà compilare i questionari di adeguatezza che vi aiuteranno a comprendere qual è lo strumento assicurativo più adatto alle vostre necessità. Di seguito sarà la volta di ultimare il modulo di adesione, propedeutico alla firma del contratto.

Adesso il vostro fondo pensione è a tutti gli effetti attivo!

D’ora in avanti le fasi principali saranno solamente due: quella dedicata all’accumulo e quella dell’erogazione.

La fase di accumulo

Durante questa fase bisognerà impostare una frequenza di versamenti, che per i fondi pensione è libera e senza vincoli, modificabile e sospendibile in qualsiasi momento.

Se ad esempio avete deciso di versare 2.000 euro in un’unica soluzione nel mese di dicembre, potrete anche saltare un anno, modificare l’importo o il periodo in cui versare.

Lo stesso dicasi se avete scelto un addebito mensile in Banca o soluzioni differenti.

Anticipazioni e riscatti

In alcuni casi, come quelli elencati in basso, esiste anche la possibilità di ricevere degli anticipi:

  • in qualsiasi momento per spese sanitarie documentate
  • dopo otto anni e max 75% per acquisto o ristrutturazione prima abitazione
  • dopo otto anni e max 30% per altre esigenze

Quando si può riscattare un fondo pensione?

In seguito a un’improvvisa disoccupazione o chiusura della propria attività è possibile richiedere il riscatto della propria posizione.

I casi elencati non sono completamente esaustivi, se desiderate approfondire ulteriormente contattateci o prendete un appuntamento.

Vantaggi fiscali

Il fondo pensione è uno strumento previdenziale che offre anche molti vantaggi fiscali.

Tutti i versamenti effettuati godono di deducibilità dal reddito fino ad un importo annuo di 5.164 euro. Un impiegato di medio livello, versando 5.000 euro all’anno, otterrebbe quindi una diminuzione delle tasse di circa 1.500 euro.

Gli interessi maturati, cioè la differenza tra quanto avete versato e quanto sarà erogato al termine della fase di accumulo, saranno invece tassati al 20% anziché al 26% come invece succede con gli altri strumenti finanziari.
Anche il fondo pensione prevede, inoltre, una tassazione agevolata del 12,5% per i rendimenti della parte investita in titoli di Stato o equivalenti.

Il cosiddetto montante, cioè la somma che sarà erogata sotto forma di una tantum o rendita al termine della fase di accumulo, viene tassata dal 9% al 15% a seconda di quando avete effettuato l’iscrizione al fondo pensione.
Prima vi iscrivete, meno tasse pagate!

Versare il TFR in un fondo pensione

Esiste anche la possibilità di far versare dal datore di lavoro il proprio Trattamento di Fine Rapporto (TFR) in un fondo pensione.

Questa soluzione offre molti vantaggi, soprattutto di tipo fiscale.

Il TFR, se rimane in azienda o viene riscattato, sarà soggetto a tassazione separata.

Questo significa che le tasse saranno calcolate sulla media di quelle pagate durante la vostra vita lavorativa. Sappiate che un operaio paga un’aliquota IRPEF che varia dal 23% al 28%.

Se invece il TFR viene versato in un fondo pensione, la tassazione finale sarà del 15%, quindi molto inferiore.

Un altro potenziale vantaggio è dato dal rendimento degli importi versati nei fondi pensione, che statisticamente è superiore a quello del TFR.

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Fonte il Sole 24 ore
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Minorenni e pensionati possono avere un fondo pensione?

Anche i minorenni possono iscriversi ad un fondo pensione, è sufficiente che siano a carico dei propri genitori e che anche loro aderiscano alla previdenza complementare.

Ma perché iscrivere un minorenne ad un fondo pensione?

I fondi pensione ottengono i migliori risultati quando hanno un orizzonte temporale sul quale agire estremamente ampio.
Questo, infatti, consente di effettuare investimenti in mercati azionari particolarmente rischiosi ma molto redditizi nel lungo periodo.
Investire in un periodo temporale di 50/60 anni significa, quindi, costruirsi un tesoretto anche partendo da importi molto bassi.

Gli importi versati nei fondi pensione di soggetti fiscalmente a carico sono deducibili dal reddito di chi li sostiene.
I genitori possono quindi accantonare per i propri figli e ottenere allo stesso tempo un riconoscimento fiscale importante.

In ultimo, ma non meno importante, essere iscritti ad un fondo pensione per un periodo di almeno 35 anni consente di ottenere il massimo beneficio fiscale in fase di erogazione del capitale o della rendita.
Questo significa che, una volta smesso di lavorare, il nostro fondo pensione sarà tassato al 9% anziché al 15%

Un pensionato può iscriversi ad un fondo pensione?

A determinate condizioni, anche i pensionati possono iscriversi ad un fondo pensione. Ecco quali sono i requisiti:

  • se si è pensionati in via anticipata e manca almeno un anno al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia (ad esempio attuali 67 anni presso l’INPS)
  • se si ha la pensione di vecchiaia ma allo stesso tempo si sta svolgendo un’attività lavorativa, di qualsiasi tipologia

In entrambi i casi è necessario essere iscritti alla previdenza complementare per almeno 5 anni prima di poterne ottenere i benefici.

Cos’altro c’è da sapere

Gli importi accantonati nella previdenza complementare, quindi quelli versati nei fondi pensione e nei PIP, non vanno dichiarati nella DSU valida ai fini ISEE a meno che non si stia già usufruendo delle prestazioni pensionistiche sotto forma di rendita
Se si compila la dichiarazione dei redditi modello 730, l’importo dei contributi deducibili legati ai fondi pensione va inserito nei righi che vanno da E27 a E30. Nel modello Unico, nei righi che vanno da RP27 a RP30
I PIP, cioè i fondi pensione ad adesione individuale emessi dalle Compagnie di Assicurazione, sono impignorabili e insequestrabili così come le polizze vita. Questo significa che fino alla scadenza della fase di accumulo il denaro non potrà essere oggetto di pignoramento o sequestro da parte di creditori, fisco ed Agenzia delle Entrate
La COVIP, istituita nel 1993, è l’Autorità che vigila a tutela di iscritti e beneficiari per il buon funzionamento del sistema di previdenza complementare

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Donato Vinci

Sono Donato Vinci, Agente di Assicurazioni. Mi occupo di welfare, terzo settore, responsabilità civile professionale, fideiussioni e fornisco consulenza alle aziende sulla corretta gestione e pianificazione dei rischi assicurativi. Con i miei articoli cerco di rendere più comprensibili i variegati aspetti del nostro mondo. Leggi la mia storia     Contattaci

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